From box to Hypercube: Food_Container_remixed

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Questo edificio commerciale (superficie lorda: 2.500mq), di cui abbiamo già parlato in altri post precedenti (questo e questo), rappresenta il primo tassello di un più vasto progetto di riqualificazione urbana a forte valenza pubblica progettato da Spacelab Architecture dal 2006 nel distretto sud della città di Porto Sant’Elpidio, nelle Marche, oggi ancora in fase di completamento.

Il brief della committenza per il lotto commerciale, in sintesi, era di realizzare un’opera dal forte impatto formale e di immagine, nei limiti di una costruzione industrializzata e di una tipologia-base dettata dal layout funzionale, che conduce di solito ad esiti fondamentalmente “scatolari” (settore food – vendita al pubblico, medio spazio commerciale).

Anzichè procedere col criterio ormai abusato per questo tipo di costruzioni del “decorated shed” (appendici/decorazioni applicate e più o meno compositivamente legate ad un supporto anonimo), tenendo conto che il nuovo edificio si sarebbe affacciato su uno spazio pubblico costituito da una nuova piazza e da un parco urbano in prossimità di una residenza storica dell’800, si è partiti dal presupposto della massima attenzione al rapporto col contesto.Tale rapporto è stato risolto in maniera assolutamente anti-mimetica, partendo dal dato oggettivo del volume realizzabile in base ai parametri urbanistici (come risultato della massima superficie per la massima altezza previsti) e forzando la composizione per mezzo di un’implosione di tale scatola in corrispondenza del prospetto di ingresso: la “complicazione” è costituita da una sorta di intrusione prismatica nel volume originario, distinta dall’utilizzo quasi esclusivo di superfici vetrate e trasparenti rispetto agli altri tre prospetti “opachi”.

Ne risulta una “distorsione della percezione” per mezzo di una inflessione tridimensionale della facciata in corrispondenza del fronte principale, tale da favorire il rapporto visuale dell’ingresso vetrato con lo spazio pubblico. Gli altri tre lati dell’edificio sono invece caratterizzati da un involucro di pannelli di calcestruzzo prefabbricato su disegno il cui modulo è “negato” da una texture astratta continua, disegnata in modo da connettere visualmente ogni pannello con quelli adiacenti. Le finestre sono il risultato di una sottrazione di materia all’interno del motivo della texture.

©Spacelab Architects (Arch. Luca Silenzi, arch. Roberto Sargo, arch. Zoè Chantall Monterubbiano, ing. Giampiero Luzi), 2007-2008.

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From box to hypercube. This brand new commercial building {surface: 2.500 m2} is a part of a wider urban district planned from Spacelab Architecture since 2006 in the city of Porto Sant`Elpidio – middle Italy, in the course of completion. The client brief was to realize the maximum formal impact in the limits of precast construction and basic tipology dictated by the medium-commercial function. We intended this limits as an occasion to conduct the modular precast construction to new formal results.

Mixing two structural systems {precast concrete grid + metal reticular truss}, the box resulting from urban plan parameters {maximum surface and height} is made more complicated in the entrance side by a tridimensional prismatic intrusion in the original volume, distinguished by using glass and other traslucent materials in comparison to other opaque fronts.

The result is a distorsion of perception near the main facade overlooking the public space, inside a more basic/stereometric frame. The other sides are charaterized by a precast custom-made concrete envelope, which module is denied by a continue abstract texture visually connecting each panel to the contiguous. Windows are obtaided by subtracting material inside the texture pattern. ©Spacelab Architects {Arch. Luca Silenzi, arch. Roberto Sargo, arch. Zoè Chantall Monterubbiano, ing. Giampiero Luzi}, 2007-2008.

From box to Hypercube: Food_Container_remixedultima modifica: 2008-11-21T11:08:00+01:00da spacelab.1
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