Ikea, il web-design multimediale e Fight-Club

La casa svedese IKEA è nota per le sue campagne pubblicitarie su carta stampata caratterizzate da un riconoscibile understatement: sfondo rigorosamente bianco, caratteri Futura Bold per le headlines o i prezzi esposti, immagine centrale con illuminazione “oggettiva” e breve descrizione del prodotto.

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Anche il sito istituzionale è impostato per la massima leggibilità ed efficienza, leggero da caricare e con animazioni flash e javascript mai invadenti. Uniche note grafiche di colore nel giallo-IKEA del logo e nel blu-nero dei titoli delle sezioni.

Mi hanno molto impressionato, nel corso del 2007-2008, alcune produzioni web (microsites/spot) a tema realizzati dal 2005 al 2008 da Ikea (agenzia Forsman&Bodenfors, Goteborg, Sweden) prima per il mercato svedese, poi tradotte in lingua inglese, che – al contrario della comunicazione Ikea classica – sfruttano al massimo le potenzialità del web multimediale, con animazioni flash interattive ed effetti speciali sofisticatissimi, come il bullet-time (nella sua versione “time-slice”) e lo slow-motion

Il più divertente, Ikea Dream Kitchen (sottotitolo: “Dream Kitchens for everyone: a travel into five kitchens”, realizzato nel 2007), porta alle estreme conseguenze la tecnica della “time slice: cinque diverse cucine, tutte ovviamente firmate Ikea, vengono ritratte in un fermo-immagine tridimensionale in cui accade di tutto, dal dolce che sta per cadere dal vassoio all’acqua che sversa dalla caraffa, da un numero infinito di palline colorate che rimbalzano nella stanza fino ai gesti più quotidiani del preparare e del servire, il tutto perfettamente sospeso in un unico istante. Il visitatore, cliccando sui comandi a schermo, può ruotare l’inquadratura di 180°, oppure passare da una cucina all’altra attraverso intermezzi costituiti da coreografie di posate, stoviglie e complementi a tema. Ogni ambiente-cucina, arredato ed abitato secondo uno specifico stile di vita, ha la sua relativa colonna sonora (l’intro raccomanda di alzare l’audio).

Tecnicamente tale effetto è ottenibile attraverso un set pensato nei minimi dettagli: un grande numero di camere, disposte nelle cinque scene secondo ben definiti piani-sequenza (traiettorie), vengono fatte scattare simultaneamente. Quando la sequenza degli scatti è assemblata in un filmato, lo spettatore (che può scorrere a piacimento avanti o indietro lungo il piano-sequenza) vede formarsi una scena tridimensionale in cui tutti i soggetti sono ritratti in uno stesso istante: ci si muove nello spazio, ma non nel tempo. Guardare una tale sequenza di “fetta di tempo” (time-slice, appunto) è analogo all’esperienza reale di camminare attorno ad una statua e di vedere come appare dalle diverse angolature. 

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L’altro micro-sito “The Complete Bedroom“, dedicato all’ambiente notte, sfrutta invece la tecnica dello slow-motion: ci si muove nel tempo molto lentamente, stavolta a camera fissa. L’effetto è amplificato dalla contrapposizione tra momenti di relax a casa propria, con scene di vita quotidiana rese uniche dal rallentamento parossistico (completate dai prodotti Ikea e dai relativi prezzi), e veloce routine della giornata lavorativa, narrata visivamente secondo un montaggio sincopato.

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In entrambi i casi, il marchingegno della navigazione sacrifica l’usabilità in nome dello spettacolo. Anzi, ad un primo approccio non si capisce bene cosa si deve fare. Se si vuole effettivamente comprare qualcosa, dai link sopra il frame principale (“more kitchens”, “more bedrooms”, ecc…) si viene rispediti nel sito istituzionale, assai più user-friendly.

Certo, i due siti non possono non rimandare alla mente la memorabile scena di “Fight Club” – David Fincher, 1999, uno dei pochi film con finale migliore di quello del libro omonimo da cui è tratto – in cui il protagonista interpretato da Edward Norton gira per la sua casa circondato da mobili e suppellettili “Furni” (il marchio americano di Ikea), impaginati tridimensionalmente con la denominazione ed il prezzo proprio come nel catalogo. Lo stesso catalogo che il protagonista usa leggere in bagno: “le cose che possiedi alla fine ti possiedono”… 

  

Di seguito, i link ai microsites del 2005 e del 2006 di Ikea Dream Kitchen, anch’essi firmati Forsman&Bodenfors e sempre basati sui “frozen movements scenarios” curati dalla high-end effect house “Sto.pp” di Stoccolma. La produzione Ikea Dream Kitchen è stata segnalata da Creative Magazine come “most awarded websites in the world” nel 2005, 2006 e 2007, con riconoscimenti e premi speciali all’agenzia F&B e alla postproduzione curata da Sto.pp. Per approfondire l’argomento, due ottimi articoli su Yatzer e su DesignTaxi.com.

Ikea, il web-design multimediale e Fight-Clubultima modifica: 2008-08-26T18:28:00+02:00da spacelab.1
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