GyreBuilding@Tokyo, MVRDV

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Il recente sviluppo urbanistico di Omotesando, distretto di Tokyo, è stato accompagnato da un continuo sorgere di nuovi edifici commerciali dal design spettacolare, con curatissime facciate ed interni degni di nota. La maggior parte di questi edifici è rappresentata da “flagship store” delle più note case di moda, che sembrano concentrarsi sulla qualità della loro pelle esterna: tali nuove costruzioni possono essere intese come pubblicità giganti, grandiosi “manifesti” a scala urbana. Sono l’equivalente architettonico delle “supermodels” e, come accade per le supermodels, la loro bellezza può intimidire.

Può una nuova costruzione rilasciare delle dichiarazioni? Può una nuova costruzione commerciale sforzarsi di essere qualcosa di più articolato di una “scatola decorata”? Sembra dipanarsi una sorta di “filo rosso” evolutivo in terra giapponese più che altrove, partendo dal 1985 con lo Spiral Building di Fumihiko Maki e passando per la più matura YM Square in Harajuku del 2001, edifici che hanno rappresentato per primi la tipologia degli “jap urban showcase”, complesse concentrazioni di “flagship shops” di rango (per lo più occidentali) con la volontà di trasmettere la propria filosofia di brand nella città e nel mondo. Progetti che hanno approfondito il tema del movimento verticale degli ospiti, e che sono divenuti icone assai più popolari rispetto alle premesse, perdendo il carattere di esclusività tipico delle “main brands” che rappresentano nella terra del sol levante.

In questo caso, il brief di concorso del GYRE building richiedeva una costruzione che potesse ospitare uno o parecchi users/companies al suo interno. Un edificio capace di comunicare su due livelli: quello della costruzione nell’insieme e quello del negozio specifico all’interno della costruzione. L’edificio commerciale, come spesso avviene a Tokyo per ovvi motivi di risparmio dell’uso del suolo, è suddiviso su cinque piani, ed ogni piano potrà coprire circa i 3/4 della superficie totale del lotto.

Gli olandesi MVRDV vincono il concorso proponendo uno schema compositivo che gradualmente “torce” questi piani intorno ad un nucleo centrale, facendo emergere nelle superfici risultanti dalla torsione tra una piastra e l’altra una serie di terrazzi esterni accessibili dal pubblico; il tutto è collegato verticalmente dalle scale e dagli elevatori (una sorta di “viale verticale”), che sono posizionati fuori dei volumi. L’esterno della costruzione riesce ad esprimere una forma non banale, iconica e scultorea; un edificio-display che attrae ed invita la gente, non soltanto al livello della strada, ma anche alle aziende ed alle funzioni ai livelli superiori.

Tanto la silhouette dell’edificio è unica, quanto le sue facciate (rivestite in ceramica speciale di colore bruno) sono trattate con semplicità, permettendo che gli occupanti degli spazi si esprimano liberamente: una serie di finestre vetrate larghe quanto i negozi caratterizzano ogni piano e possono essere utilizzate e personalizzate come vetrine, insegne o porte verso l’esterno. 

 

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GyreBuilding@Tokyo, MVRDVultima modifica: 2007-12-29T11:15:00+01:00da spacelab.1
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