Green Building for Dummies

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Uno dei motivi per cui stimo gli americani è la loro capacità di semplificare le cose.

Tra i prodotti più interessanti ideati negli States nello scorso secolo, e da allora esportati un po’ ovunque nel mondo, c’è la manualistica divulgativa del tipo “How-To”, testi-tutorial in cui si istruisce l’omino medio a perseguire i più svariati obiettivi, come imparare a giocare a golf, o ad usare un computer e così via.

L’evoluzione di questa tipologia di testi è egregiamente rappresentata dalla collana “For Dummies” (che si potrebbe intendere “per negati”), tradotta con successo anche in Italia, la quale con ironia si impone di permettere a Noialtri (nei testi “the Rest of Us”) – duri di comprendonio o semplicemente curiosi di conoscere senza essere appesantiti dal nozionismo – di familiarizzare con discipline altrimenti inavvicinabili per le vie “ufficiali”.

La leggerezza e la semplicità con cui vengono trattati gli argomenti più svariati non penalizza l’accuratezza della trattazione, che anzi è solitamente puntuale pur nelle esigenze di sintesi richieste dal lettore di riferimento, non necessariamente specializzato sulla materia.

Una delle ultime uscite nel mercato americano è quella dedicata all’annoso argomento del Green Building: potremmo dire che si tratta del primo, vero (direi “serio”) manuale pratico su una materia ancora in continua evoluzione, e sempre a rischio di cadere nelle trappole della generalizzazione o – peggio – della rincorsa acritica alle più svariate forme di finanziamento comunitario oggi così in voga.

Costruire “verde” non significa necessariamente realizzare edifici secondo i pedissequi criteri dei benpensanti amici bio-architetti, bensì creare opere di buon-senso (pratico, e quindi come spesso accade anche estetico) che evitino di far vivere “Noialtri” in scatole circondate da pessimi terrazzi uso-deposito-scope, dalle sottili pareti di non-so-che-muratura assai poco traspirante, coperte malamente da squallidi sottotetti poco coibentati e chiuse da infissi in vil-legno da capitolato. Su quest’argomento ci sarebbe moltissimo da dire, soprassediamo.

Il testo indaga con chiarezza le tecniche e le tecnologie (peraltro già note ai nostri nonni ed antenati, che solevano costruire edifici solidissimi e funzionali, per molti aspetti assai più salubri dei nostri) utili al contenimento dei consumi, spingendo l’attenzione del lettore nei confronti della tracciabilità dei materiali e dell’attenzione per i dettagli costruttivi (questioni peraltro di estrema importanza per qualsiasi tipo di edificio, anche non “green”). 

Ovviamente, la trattazione riguarda edilizia corrente, vista sotto lo specifico sguardo yankee: si tratta di “prosa”, non aspettiamoci guizzi poetici di rilievo. Il titolo, infatti, denuncia già il contenuto del testo, che tratta chiaramente di Building, non di Architecture. Lo consiglierei infatti ai futuri committenti ed ai costruttori, più che ai progettisti.

Per alcuni di questi in particolare, guardando ai risultati di tanti loro sforzi mentali, sarebbe auspicabile leggere un altro testo, ancora non in commercio: “The Human Life, for Dummies”.

Green Building for Dummiesultima modifica: 2007-12-17T17:45:00+01:00da spacelab.1
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