Bigness

Su queste “pagine” si è spesso parlato del mestiere di architetto. E si è già detto che una delle tipiche immagini che ci rappresentano all’esterno del “nostro” mondo, dove ce la suoniamo e ce la cantiamo, è quella di individui autoreferenziali, boriosi, sovente troppo retorici, indulgenti per i propri limiti e lamentosi per il “destino cinico e baro” che ci nega un’auspicata maggiore affermazione (il famoso “nessuno mi capisce”).

Se questo è vero per la maggior parte di noi, appare ancora più evidente se si stringe il cerchio intorno ai nomi più blasonati della scena architettonica internazionale, lo star system, le cosiddette (bruttissimo termine, ma direi meritato) archistar. Ovvero, gli architetti-demiurghi-creatori di Bellezza per antonomasia. Che spesso sono sì grandi affabulatori, ma con scarsa propensione a comunicare le loro scelte progettuali, il più delle volte apparentemente generate dal caso e da mere o poco fondate contingenze di ricerca formale.

Domande come “questa scelta è voluta a priori o è derivata dal contesto di intervento?”, o “perchè quella particolare forma?”, oppure “per quale motivo non è stato pensato l’interno del tuo edificio-scultura-gran-pezzo-di-design-fuori-scala?” a volte non trovano risposta.

Bignessultima modifica: 2009-09-17T09:00:00+00:00da spacelab.1
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